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Come si distingue l’acido dall’amaro nel caffè?

Dipende da dove lo sente e da quanto dura. L’acido è netto e rapido ai lati; l’amaro è pesante e persistente in fondo.

Sono i due gusti diagnostici del caffè, e distinguerli è l’abilità centrale della messa a punto.

Acido

Dove: ai lati e sulla punta della lingua. Sensazione: netta, rapida, allappante. Tempi: arriva subito, svanisce in fretta. Da confrontare con: succo di limone, frutta acerba, aceto.

Acido significa sotto-estrazione. Macini più fine.

Amaro

Dove: in fondo alla lingua e in gola. Sensazione: pesante, asciutta, che riveste la bocca. Tempi: cresce lentamente, resta a lungo dopo la deglutizione. Da confrontare con: cioccolato fondente, acqua tonica, tè lasciato troppo in infusione.

Amaro significa sovra-estrazione, oppure una tostatura scura, che è un’altra cosa.

Tutti e due insieme

Molto comune e molto istruttivo: significa che la macinatura è irregolare. I fini si sovra-estraggono mentre i grossi restano sotto-estratti, nella stessa tazza.

Nessuna regolazione della macinatura lo risolve. È un problema di macinacaffè, ed è il motivo principale per cui i macinacaffè a macine battono quelli a lame.

L’astringenza non è amaro

L’astringenza è tattile: una sensazione asciutta e ruvida, come il tè forte o i tannini del vino rosso. Viene dalla sovra-estrazione e dai chicchi acerbi.

La prova

Assaggi una tazza a tre temperature: calda, tiepida, ambiente. L’amaro diventa più evidente man mano che il caffè si raffredda. L’acido è più evidente da caldo.

Si tari di proposito

Prepari lo stesso caffè in tre modi: molto grosso, normale, molto fine. Li assaggi in parallelo. Mezz’ora insegna più di mesi di tentativi alla cieca.

Ultima verifica: 9 agosto 2026