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Recensione Philips 5500 Series LatteGo

LatteGo è l’unico sistema latte automatico che non pesa pulire: due pezzi, nessun tubo, entrambi lavabili in lavastoviglie. Con macine in ceramica che dureranno più della macchina, è il centro ragionevole del mercato delle automatiche.

In sintesi La compri per il sistema latte. Tutto il resto è competente; quella parte è davvero migliore.

Philips ha passato dieci anni a battersi con De’Longhi sulla cosa di cui i proprietari si lamentano di più, e con LatteGo ha chiaramente vinto. Ogni sistema latte automatico precedente faceva passare il latte in un tubo di silicone. I tubi sono bui, irraggiungibili e tiepidi: cioè esattamente il posto in cui il latte va a diventare un problema. Tante persone hanno smesso in silenzio di usare la funzione latte che la caratteristica pagata è diventata un ornamento.

LatteGo toglie il tubo. Il latte sale in un canale ricavato nella caraffa in due pezzi e viene montato nell’intercapedine fra i due, quindi pulire vuol dire separare due parti in plastica e sciacquarle, oppure metterle in lavastoviglie. Sembra una piccolezza finché non ha avuto in casa l’alternativa.

Il resto della macchina è volutamente poco entusiasmante, e a questo prezzo è la scelta giusta. Le macine in ceramica tengono il filo per anni, non per mesi. Dodici scatti di macinatura sono la stessa regolazione grossolana che offrono tutti in questa fascia. Il gruppo erogatore si sfila, anche se per rimetterlo in sede serve una spinta più decisa che sulle De’Longhi — e se non è in sede la macchina si rifiuta di erogare invece di perdere acqua, che è il modo giusto di guastarsi.

Dove non arriva è dove non arriva nessuna automatica. La schiuma è densa, stabile e un po’ rigida: corretta in un cappuccino, sbagliata per qualsiasi cosa in cui vorrebbe versare un disegno. Se questo Le interessa, non vuole affatto una macchina automatica: vuole un portafiltro e una lattiera.

Che cosa ci convince e che cosa no

Punti di forza

  • La caraffa LatteGo è fatta di due pezzi senza tubi: 15 secondi per pulirla
  • Le macine in ceramica non si smussano come l’acciaio economico
  • 20 bevande davvero diverse fra loro, non lo stesso caffè in quattro volumi
  • Interfaccia touch chiara e senza fronzoli, con veri profili utente

Compromessi

  • Il gruppo erogatore è estraibile, ma più duro da rimettere in sede di quello De’Longhi
  • La schiuma è densa e affidabile più che lucida: niente latte art
  • Ingombrante in profondità: misuri il piano sotto i pensili

Scheda tecnica

Tipo di macinePiane in ceramica
Regolazioni macinatura12 scatti
Sistema latteLatteGo, 2 pezzi, lavabile in lavastoviglie
Bevande20
Serbatoio1,8 L
Gruppo erogatoreEstraibile

Le domande che ci si pone davvero

Che cosa rende diverso LatteGo, in concreto?

I sistemi latte automatici classici aspirano il latte in un tubo di silicone e lo portano in una camera di montatura. I tubi sono il posto in cui il latte si nasconde, inacidisce e alla fine ostruisce. LatteGo monta il latte nell’intercapedine fra due pezzi stampati, senza alcun tubo: pulire vuol dire passare due parti sotto il rubinetto o metterle in lavastoviglie. È la differenza fra un sistema che pulisce e uno che pensa di pulire.

Macine in ceramica: marketing o sostanza?

Sostanza, ma su un punto solo. La ceramica tiene il filo molto più a lungo dell’acciaio temprato economico usato a questo prezzo, e su dieci anni di uso quotidiano si vede. Non rende la macinatura più uniforme di buone macine in acciaio il primo giorno, e si scheggia se nel contenitore dei chicchi finisce un sassolino.

Riesce a fare vera latte art?

No, e non ci riesce nessun sistema latte automatico. Produce una schiuma densa e stabile, che in tazza si comporta bene. Per una microschiuma versabile servono una lancia a vapore e una lattiera in mano.