Esiste una curva di qualità reale, e a un certo punto si appiattisce.
Dove finiscono i soldi
Sotto i 12 € al chilo circa, il caffè è una commodity: comprato sul prezzo, miscelato per essere sempre uguale, tostato scuro per nascondere i difetti, e già vecchio quando lo compra.
Fra i 20 e i 40 € al chilo circa si ottengono tracciabilità, freschezza e lotti senza difetti. È la parte ripida della curva, e il salto rispetto al caffè da supermercato è netto ed evidente.
Sopra i 60 € al chilo si compra rarità, varietà da concorso e lotti d’asta. Il caffè è davvero diverso, e il miglioramento per euro speso è molto più piccolo.
La variabile che pesa di più
La freschezza batte il prezzo. Un pacco da 22 € al chilo tostato la settimana scorsa batte comodamente un pacco da 50 € al chilo tostato quattro mesi fa.
Il macinacaffè batte i chicchi. Un caffè costoso passato in un macinacaffè a lame è denaro buttato. Se deve scegliere fra chicchi migliori e un macinacaffè migliore, compri il macinacaffè.
Dove non ne vale di sicuro la pena
Espresso con molto latte. Un cappuccino appiattisce la delicatezza che ha pagato. Usi una miscela buona, dolce ed economica.
Dove ne vale chiaramente la pena
Filtro, senza latte. È lì che un caffè con carattere mostra che cos’è, ed è lì che la differenza fra 15 e 30 € al chilo è inconfondibile.
Il consiglio onesto
Spenda dai 25 ai 35 € al chilo, compri fresco, e lo beva entro un mese.
Ultima verifica: 9 agosto 2026