Un rifrattometro misura quanto la luce devia attraversando un liquido, valore correlato ai solidi disciolti. Per il caffè restituisce il TDS: la concentrazione della bevanda, in percentuale.
Che cosa se ne fa di quel numero
Combinando TDS, peso della bevanda e peso del caffè secco ottiene la resa di estrazione: la percentuale di caffè che si è davvero sciolta.
- Sotto il 18 per cento circa — sotto-estratto
- Fra il 18 e il 22 per cento — la finestra utile
- Oltre il 22 per cento — sovra-estratto
Perché è utile
Distingue due cose che al palato si somigliano e che vanno corrette in direzioni opposte.
Una bevanda può essere debole ma ben estratta (troppa acqua: cambi il rapporto) oppure concentrata ma sotto-estratta (macinatura troppo grossa: cambi la macinatura). Il gusto da solo le confonde spesso; i numeri no.
Per chi impara in modo sistematico, è un valore reale.
Perché non è necessario
Nessuno ne ha bisogno per fare un caffè eccellente. Tempo, bilancia e assaggio portano allo stesso punto, più lentamente e a costo zero.
I bar li usano per la costanza fra turni e persone diverse, che è un problema diverso da quello di casa.
Il costo
Duecento euro e oltre per uno abbastanza preciso da servire a qualcosa. Quelli economici hanno una dispersione troppo alta per valerne la pena.
Quei soldi vanno prima in un macinacaffè.
Ultima verifica: 9 agosto 2026