La V60 è l’estrazione a filtro di riferimento, e se lo merita proprio perché si rifiuta di aiutarla.
Il progetto
Un cono a 60 gradi, un unico foro grande sul fondo e nervature a spirale per tutta l’altezza, che tengono la carta staccata dalla parete perché l’aria possa uscire. Niente, in questo cono, limita il flusso: l’unica resistenza è il letto di caffè.
È per questo che la tazza è così nitida, ed è per questo che non perdona.
La ricetta
- 15 g di caffè, macinatura media
- 250 g d’acqua a 93 °C
- Risciacqui il filtro e butti via l’acqua
- Bloom con 45 g, rotei il cono, aspetti 45 secondi
- Versi fino a 150 g con cerchi lenti
- Versi fino a 250 g
- Chiuda fra 2:30 e 3:30
Le due cose che decidono tutto
Dove cade l’acqua. Versata sempre nello stesso punto, scava un buco e passa dritta. I cerchi tengono il letto in piano, che è l’obiettivo vero.
Se tocca la carta. L’acqua sul filtro scorre lungo il bordo e salta del tutto il caffè.
Ceramica, plastica o vetro
La ceramica ha una massa termica reale: la preriscaldi, o ruba calore alla prima versata; preriscaldata tiene la temperatura meglio della plastica. La plastica non ruba nulla e non trattiene nulla, ed è infrangibile. Il vetro sta nel mezzo ed è il più bello.
Se continua ad andare storta
La Hario Switch è lo stesso cono con una valvola: può estrarre in immersione e togliere del tutto dall’equazione la velocità di versata. È la risposta onesta per chi vuole la nitidezza della V60 senza l’allenamento della V60.
Le domande che ci si pone davvero
Perché tutti dicono che la V60 è difficile?
Perché non regola il flusso. Un unico foro grande e nervature a tutta altezza fanno sì che l’acqua esca alla velocità con cui la versa: la versata è l’estrazione. Ogni incoerenza nel modo in cui porta l’acqua finisce in tazza.
Serve davvero un bollitore a collo di cigno?
Con questa caffettiera, di fatto sì. Un bollitore normale rilascia l’acqua a ondate che scavano canali nel letto. Su un apparecchio a immersione non conterebbe; qui decide il risultato.