Il caffè shakerato è un espresso doppio agitato forte con il ghiaccio finché non è freddo e schiumoso, poi filtrato in una coppa fredda, senza ghiaccio nel bicchiere.
È il caffè estivo standard in Italia ed è nettamente superiore al caffè freddo ottenuto versando l’espresso sui cubetti.
Perché la tecnica sta tutta nell’agitare
Nello shaker succedono due cose.
Raffreddamento rapido. L’espresso passa da 60 °C a quasi zero in una quindicina di secondi, abbastanza in fretta perché il ghiaccio si sciolga appena. Versare il caffè caldo sul ghiaccio, al contrario, ne scioglie parecchio e la bevanda è già annacquata al primo sorso.
Aerazione. Agitando con forza si incorpora aria nell’espresso, e gli oli e le proteine del caffè la trattengono in una schiuma densa e stabile, simile alla crema. È quella schiuma a fare la bevanda: dura diversi minuti ed è la ragione per cui vale la pena tirare fuori lo shaker.
Prepararlo
Estragga un espresso doppio. Sciolga lo zucchero a piacere finché è caldo: a bevanda fredda non si scioglie più.
Versi nello shaker con quattro o cinque cubetti di ghiaccio. Agiti forte per quindici o venti secondi, finché il metallo non diventa scomodo da tenere in mano.
Filtri in una coppa o in un bicchiere da Martini freddi. Niente ghiaccio nel bicchiere.
Varianti
Un goccio di amaretto o di Baileys è comune nei bar. Qualche locale agita con un po’ di panna. I puristi usano espresso, zucchero e nient’altro.
Da non confondere
L’espresso Martini è un cocktail: espresso, vodka, liquore al caffè, zucchero. Lo shakerato è caffè.
Le domande che ci si pone davvero
Perché agitarlo invece di versarlo sul ghiaccio?
Lo shaker monta l’espresso in una schiuma stabile e lo raffredda in pochi secondi, invece di diluirlo lentamente. Versare l’espresso caldo sul ghiaccio scioglie i cubetti e lascia un caffè annacquato.
Quando si aggiunge lo zucchero?
Nell’espresso caldo, prima di agitare. Nel liquido freddo lo zucchero si scioglie male e resta sul fondo del bicchiere.