Il caffè di Oaxaca viene in gran parte dalla Sierra Sur e dall’area di Pluma Hidalgo, e si commercializza con il nome Pluma.
Il profilo
Morbido e dolce: nocciola, cacao, caramello leggero, acidità gentile e corpo liscio. Poco esigente, ed è un ottimo caffè da colazione.
I vecchi impianti
Oaxaca conserva molte piante vecchie di Typica e Bourbon, messe a dimora prima del reimpianto orientato alla produttività che ha travolto gran parte dell’America Latina. Rendono poco e vanno benissimo in tazza, e altrove sono sempre più rare.
Coltivato all’ombra
Quasi tutto, sotto copertura arborea nativa e su terreni ripidi, spesso da comunità indigene zapoteche e mixteche che coltivano appezzamenti minuscoli. Quell’ombra è il motivo per cui il caffè di Oaxaca è spesso certificato bird-friendly.
Il problema della scala
Le aziende qui sono piccolissime — spesso sotto l’ettaro — e le infrastrutture sono limitate. Ottenere un lotto tracciabile da Oaxaca è più difficile che dalla Colombia, e buona parte del raccolto viene aggregata.
Come prepararlo
Filtro o batch brew a tostatura media, dove la sua morbidezza risulta accogliente e non piatta. Si presta bene anche alle miscele, a cui porta dolcezza senza acidità.