Lo shock termico è una tecnica post-fermentazione nata in Colombia, associata soprattutto al produttore Diego Samuel Bermúdez.
Il metodo
Dopo una fermentazione controllata, il caffè viene lavato prima con acqua calda — intorno ai 40 °C — e subito dopo con acqua molto fredda, vicina ai 10 °C.
Si ritiene che il cambio brusco di temperatura fermi la fermentazione in modo netto e incida sul comportamento della mucillagine residua e della struttura cellulare del chicco.
Che cosa produce
Un’intensità insolitamente pulita: frutta e note floreali marcate, senza il funk che le fermentazioni lunghe spesso portano con sé.
Quella combinazione — intensa ma pulita — è ciò che ha reso influente la tecnica, e oggi compare regolarmente sui tavoli di gara.
Perché costa
Scaldare e raffreddare grandi volumi d’acqua in azienda è caro e richiede attrezzature che la maggior parte dei produttori non ha. I lotti lavorati così hanno prezzi corrispondenti.
Il punto più ampio
Lo shock termico fa parte di uno spostamento più generale: in quindici anni la lavorazione del caffè è passata da una manciata di metodi tradizionali a un campo sperimentale che attinge apertamente dall’enologia e dalla scienza degli alimenti.
Se sia progresso o distrazione è oggetto di un dibattito reale dentro il settore.
Come prepararlo
Filtro, tostatura molto chiara, caffettiera pulita, acqua buona.