I monti Haraz, a ovest di Sana’a, producono caffè su terrazzamenti di pietra fino a 2.400 metri: fra la coltivazione più alta e più difficile che esista.
Il profilo
Vinoso, profondamente speziato, con frutta secca, cioccolato e una complessità fermentata che è un carattere, non un difetto. Corpo pesante, acidità moderata e finale lungo.
Il caffè yemenita non somiglia a nient’altro, e Haraz è uno dei suoi nomi più celebrati.
Come si coltiva
Terrazze scavate su versanti quasi verticali, spesso su appezzamenti di una frazione di ettaro, coltivati dalle stesse famiglie da generazioni. L’acqua è scarsissima, quindi la lavorazione è naturale: ciliegie essiccate intere sui tetti e sulle terrazze.
Le varietà sono antiche landrace yemenite, in gran parte non catalogate, e geneticamente distinte da qualsiasi cosa cresca in America Latina.
La difficoltà
Lo Yemen è in guerra da anni. Le strade sono pericolose, le vie di esportazione inaffidabili, la siccità cronica. Ogni sacco che arriva in Europa rappresenta una filiera che non dovrebbe funzionare.
I prezzi sono di conseguenza altissimi, e la qualità varia.
Perché conta
Lo Yemen è il luogo dove il caffè è stato coltivato per la prima volta a fini commerciali. Le linee Typica e Bourbon che popolano il mondo discendono da materiale yemenita: la sorgente è questa.
Come prepararlo
L’immersione si addice al suo corpo: French press o AeroPress. Tostatura media.