Lavorare a dose singola significa pesare ogni dose di chicchi e macinare esattamente quella, invece di tenere pieno il contenitore dei chicchi ed erogare a tempo.
Perché è meglio
Freschezza. I chicchi in un contenitore aperto si spengono in pochi giorni. In un sacchetto sigillato o in un barattolo con valvola reggono settimane.
Flessibilità. Può cambiare caffè da un’estrazione all’altra senza svuotare il contenitore.
Precisione. Peso in entrata, peso in uscita, ogni volta. Il dosaggio a tempo deriva man mano che il contenitore si svuota e che i chicchi cambiano.
I due problemi
La ritenzione. Il macinato rimasto dentro il macinacaffè dalla dose precedente esce con quella successiva. Su un macinacaffè non pensato per questo può trattarsi di svariati grammi: abbastanza per rovinare il rapporto e mescolare due caffè.
La statica. Una dose piccola che cade in un macinacaffè grande genera statica: il macinato si attacca allo scivolo e schizza fuori all’uscita.
I rimedi
RDT, la Ross Droplet Technique. Una o due gocce d’acqua mescolate ai chicchi prima di macinare. Elimina la statica quasi del tutto e non costa nulla.
Un soffietto o uno sbuffo d’aria dentro il macinacaffè dopo la dose spinge fuori il macinato trattenuto.
Macinare a peso, fino a zero. Pesi i chicchi e pesi ciò che esce. La differenza è la sua ritenzione, e su un macinacaffè costruito per questo deve stare sotto 0,5 g.
Quali macinacaffè si prestano
Quelli con un percorso corto e ripido dalle macine all’uscita, e con il contenitore dei chicchi smontabile. Le macine piane in genere trattengono più delle coniche e traggono più vantaggio dal soffietto.